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Con il posizionamento dei nuovi ingegnerizzati, ecco le indicazioni di Kyma Ambiente

Continua l’installazione dei nuovi cassonetti ingegnerizzati per la raccolta differenziata a Taranto. I contenitori, composti per il 40% da plastica riciclata e, una volta esaurito il loro ciclo vitale, riciclabili al 100%, sono già a disposizione di molte utenze cittadine.

In questi giorni sui vecchi contenitori è stato applicato un avviso che annuncia la rimozione e la sostituzione con quelli nuovi. Sono quasi 20, attualmente, le postazioni attive, ognuna composta da ingegnerizzati per le diverse frazioni della differenziata a Taranto: giallo per il multimateriale (carta, cartone, plastica, metallo), verde per il vetro, marrone per l’organico (scarti di cibo) e grigio per il secco residuo (i materiali che non si possono differenziare). Tra le strade interessate, via Leonida, via Messapia, viale Virgilio, via Sorcinelli, piazza Medaglie d’Oro. E nuove postazioni saranno installate.

Kyma Ambiente si rivolge ai cittadini che per la prima volta avranno a che fare con la raccolta differenziata, ribadendo poche e semplici indicazioni:

Orario di conferimento rifiuti. I nuovi cassonetti sono posizionati nei quartieri dove non vige il sistema porta a porta. Pertanto è possibile conferire i rifiuti tutti i giorni, ma sempre negli orari serali (dalle ore 17:00 in poi). Ricordiamo che è assolutamente vietato conferire rifiuti al mattino.

Buste da utilizzare. Come da ordinanza sindacale, è vietato utilizzare bustoni di colore nero per conferire rifiuti. Si possono utilizzare buste trasparenti compostabili e per la sola frazione del vetro non si possono utilizzare buste. Quindi il proprio sacchetto contenente rifiuti di vetro va svuotato all’interno del cassonetto.

Sistema di apertura. Attualmente, in questa fase iniziale, i portelloni sono apribili senza scheda, ma a breve verrà attivato il sistema di apertura solo dopo il riconoscimento dell’utente. Ogni contenitore infatti è alimentato con un pannello fotovoltaico ed è dotato di un display che consente l’identificazione del cittadino, attraverso la scheda magnetica in dotazione alle utenze coperte da raccolta differenziata. In caso di cassonetto pieno, il sistema impedirà l’apertura e quindi il conferimento ulteriore di rifiuti.

Scheda di apertura dei cassonetti. Per chi non è in possesso della scheda con il marchio “Araccolta”, e risiede nei pressi dei nuovi ingegnerizzati, è possibile ritirarla presso l’Isola Ecologica “Borgo” in via Crispi presentando la propria tessera sanitaria. L’isola ecologica è aperta il lunedì, martedì, giovedì e sabato dalle 7:30 alle 13. Il mercoledì e il venerdì dalle 12:30 alle 18.

«Stiamo procedendo facendo avanzare la raccolta differenziata negli altri quartieri di Taranto fino ad ora non serviti» commenta il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli. «Chiediamo la collaborazione di tutti, perché è necessario adeguarsi a questa vera e propria rivoluzione per la nostra città. L’unica strada da percorrere è il rispetto delle regole, unito al dialogo con i cittadini. Ci vorrà tempo, come per ogni grande cambiamento, e Taranto deve essere al passo con le altre città italiane. Seguire le prime indicazioni, come gli orari di conferimento, aiuterebbe di molto il lavoro di tutti e l’intero ciclo di raccolta differenziata. Siamo certi che solo insieme si possono raggiungere i risultati sperati».

Ufficio stampa e comunicazione Kyma Ambiente

Kyma Ambiente e Comune di Taranto scelgono ingegnerizzati con materiale riciclabile al 100%

 Sono fatti di HDPE, politilene ad alta densità, vale a dire materiale proveniente da raccolta differenziata. Si tratta dei nuovi cassonetti ingegnerizzati a disposizione di Kyma Ambiente e Comune di Taranto, il cui posizionamento è iniziato lungo viale Virgilio. Sono contenitori composti per il 40% da plastica riciclata e, una volta esaurito il loro ciclo vitale, sono a loro volta riciclabili al 100%.

Tra le caratteristiche principali, oltre al design e alla forma armonica, la leggerezza e l’abbattimento acustico: due elementi che incidono positivamente in fase di ritiro dei rifiuti, perché i cassonetti sono più leggeri e producono meno rumore. Inoltre non sono usate vernici per i loro rivestimenti, ma solo coloranti a impatto zero sull’ambiente. Ogni contenitore è alimentato con un pannello fotovoltaico ed è dotato di un display che consente l’identificazione del cittadino, attraverso la tessera magnetica in dotazione alle utenze coperte da raccolta differenziata. In caso di cassonetto pieno, il sistema impedirà l’apertura e quindi il conferimento ulteriore di rifiuti. Attualmente, in questa fase sperimentale, i portelloni sono apribili senza scheda, ma a breve verrà attivato il sistema di apertura solo dopo il riconoscimento dell’utente.

I nuovi ingegnerizzati, realizzati dalla società specializzata ESA (Ecologia Soluzione Ambiente), seguono la suddivisione delle frazioni per Taranto: giallo per il multimateriale (carta, cartone, plastica e metallo), verde per il vetro, marrone per l’organico e grigio per il secco residuo (indifferenziato). All’esterno dei contenitori, una grafica chiara e completa aiuta a capire qual è il tipo di rifiuto che si può conferire e quello che invece è vietato. Altre indicazioni utili sono il numero verde per il ritiro degli ingombranti 800013739 e l’App Riciclario, che contiene tantissime informazioni sulla raccolta differenziata a Taranto. Inoltre è ben specificato che, come da ordinanza sindacale, non si possono utilizzare bustoni neri per il conferimento dei rifiuti, ma solo sacchetti trasparenti.

«Questa fornitura ecocompatibile serve da ulteriore sprone per impegnare tutti ad una corretta raccolta differenziata» commenta il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli. «Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione che deve cambiare le abitudini di tutti. E proprio per questo la collaborazione collettiva è fondamentale, solo così la nostra Taranto potrà essere al passo con le altre città. Occorre tempo e dedizione, ma dobbiamo farlo insieme verso un unico obiettivo».

«Siamo davvero orgogliosi di questa scelta fatta da Kyma Ambiente e Comune di Taranto» fa sapere Giorgia Iasoni, vicepresidente di ESA. «La qualità del materiale riciclato utilizzato per la produzione è tale che si sposa bene anche con il clima della città, caratterizzato dal mare, aria salmastra e sole. Pertanto è più resistente rispetto ai tradizionali cassonetti in metallo. Siamo convinti che i cittadini apprezzeranno questi nuovi contenitori e verranno utilizzati al meglio».

Ufficio stampa e comunicazione Kyma Ambiente

Quasi 1400 multe scattate dai dispositivi di sicurezza. Arriveranno telecamere per gli ingegnerizzati

 All’indomani dell’accordo di programma firmato dalla Regione Puglia con le forze dell’ordine e gli organi tecnici ambientali, che sancisce nuove risorse per il contrasto alle attività illecite in materia di gestione di rifiuti, arriva la notizia delle quasi 1.400 multe scattate da foto e videotrappole di Kyma Ambiente. I dispositivi per il controllo del territorio comunale di Taranto, circa 60, rappresentano un presidio di sicurezza che, di fatto, ha creato benefici anche in termini numerici. E non si tratta solo delle sanzioni notificate, in collaborazione con la Polizia Locale, che ammontano a circa 130mila euro, di cui «circa il 40% è stato già pagato» fa sapere il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli «a nostro avviso questo sta influendo anche sui dati concreti diffusi nell’ultimo periodo».

Dal rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente per Il Sole 24 Ore, il comune di Taranto è risalito di 23 posizioni per la quantità di rifiuti prodotti pro capite. Il rapporto 2020 ha registrato 553 kg, quello del 2021 ne attesta 534, passando dall’89esimo al 66esimo posto. «Questo vuol dire che stiamo assistendo a una riduzione di rifiuti prodotti – continua Mancarelli – e crediamo che le azioni di deterrenza da noi messe in campo stiano incidendo». Tra queste, il contrasto al cosiddetto turismo del rifiuto: «si tratta di chi non ha intenzione di rispettare la differenziata nei comuni di residenza e getta i propri sacchetti nelle zone di Taranto in cui c’è ancora la sola raccolta indifferenziata».

Dal piccolo al grande gesto, tutta l’attività riveste notevole importanza. «Fa bene la Regione Puglia a incentivare la lotta ai reati in temi ambientali e noi non dimentichiamo che questa opera incisiva passa anche dal contrasto agli illeciti minori, come l’abbandono del singolo sacchetto di rifiuti fuori orario o lasciato per strada. Nell’ultimo periodo, inoltre, abbiamo notato un aumento di episodi del genere nei pressi delle nuove postazioni dei cassonetti ingegnerizzati». L’attenzione dell’azienda partecipata del comune di Taranto, su questo argomento, è sempre massima: «Molte volte i nostri operatori riscontrano che ci sono i contenitori vuoti e, a poca distanza, sacchetti pieni lasciati per strada». A tal proposito, l’azienda fa sapere che a breve verrà installata la videosorveglianza anche nei pressi degli ingegnerizzati. «Sicuramente ci sono criticità e le stiamo affrontando. Nelle zone del borgo in cui registriamo una carenza di cassonetti, stiamo provvedendo a potenziare con nuovi contenitori».

Tornando alle rilevazioni statistiche, scorrendo l’ultimo report di Cittadinanzattiva, altro dato sempre di grande attualità è quello legato alla Tari: l’importo per la città di Taranto è di 371 euro, al di sotto della media regionale di 381. I tarantini sono secondi in Puglia, dietro alla sola Lecce. «Occorre sottolineare che la quota non è aumentata rispetto agli anni precedenti, nonostante l’attivazione della differenziata». Questo tipo di raccolta infatti è di per sé più onerosa, ma non sta incidendo sulle tasche dei tarantini «l’importo della tassa non è aumentato – conclude il presidente di Kyma Ambiente – e speriamo questo possa rappresentare un ulteriore stimolo per i cittadini a contribuire ad aumentare il tasso di rifiuti differenziati. Questa è una vera rivoluzione e l’impegno deve essere collettivo per rispettare quello che è un obbligo di legge e un dovere morale per tutti».

Ufficio stampa e comunicazione Kyma Ambiente

Puzzle, pennarelli, set di macchinine telecomandate, peluches e bambole. Oltre 50 giocattoli recuperati e che verranno donati a chi non può permetterseli, una sorta di doppio Natale a poco più di un mese di distanza. Articoli di tutti i tipi, per tramite di Kyma Ambiente, sono stati consegnati al CGS Taras. Si tratta di un’associazione che si occupa di attività culturali realizzate con ragazzi appartenenti a fasce deboli della società, e che vengono coinvolti in progetti contro la dispersione scolastica. Una parte dei giocattoli è stata recuperata dagli operatori dell’azienda partecipata del Comune di Taranto, l’altra grazie alla volontà di tanti tarantini di dare nuova vita a questo materiale e trasformarlo da inutilizzato a nuova risorsa.

Strumento che incentiva il riutilizzo è senza dubbio l’App “Riciclario”, applicazione che unisce una serie di servizi gratuiti. Come “La bacheca del riuso” dove è possibile inserire foto e caratteristiche di oggetti, anche di grandi dimensioni, messi a disposizione di chi ne abbia bisogno. Attualmente sono oltre 3mila gli utenti attivi sulla App, che fornisce anche le prenotazioni per il ritiro dei propri ingombranti. Numeri importanti, considerando che le funzionalità interattive e le segnalazioni tramite App sono state attivate da circa sei mesi.

Vista la quantità di giocattoli recuperati tramite App, Kyma Ambiente ha deciso di dare supporto nel recupero di tutti gli articoli. È stata poi contattata l’associazione di promozione sociale che si occuperà della distribuzione ai beneficiari che riterrà idonei e una parte verrà messa a disposizione dell’oratorio Don Bosco di Taranto. «Siamo attivi da oltre venti anni sul territorio in stretta sinergia con la parrocchia – commenta il presidente CGS Taras Stefania Di Turo – ci occupiamo di ragazzi che soffrono disagio sociale e li rendiamo protagonisti delle nostre attività culturali».

«Un chiaro esempio della generosità dei tarantini e dell’importanza di dare nuova vita a quello che in molti considerano come un rifiuto da gettare» ha commentato il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli alla consegna dei giocattoli. Se tutto il materiale recuperato fosse stato conferito nei contenitori dei rifiuti, infatti, sarebbe finito in discarica perché si tratta di materiale indifferenziato. «Questa prospettiva, oltre a rappresentare un vero e proprio spreco da un punto di vista morale e deontologico, avrebbe aumentato la volumetria dei rifiuti da consegnare in discarica» continua Mancarelli. «Occasioni come questa ci danno l’opportunità di ribadire quanto sia importante scaricare l’App Riciclario e usufruire dei servizi di riutilizzo e ritiro ingombranti. Maturare la coscienza del riuso aiuta sicuramente anche nell’ottica di migliorare la raccolta differenziata».

Ad aprile 2020 il 67,10%. A novembre 2021 il 27,40%. Questi dati si riferiscono alla raccolta differenziata nel quartiere Tamburi. Nonostante un’ottima partenza, ricordiamo che in questo rione il servizio porta a porta ha preso il via a febbraio 2020, si è registrato un notevole calo delle percentuali di rifiuti differenziati. Numeri che hanno spinto Kyma Ambiente e Comune di Taranto a intervenire in maniera decisa, con l’obiettivo di tornare a registrare i positivi numeri di avvio, frutto dell’impegno dei cittadini.

A partire da oggi è iniziata la distribuzione in ogni condominio di una lettera indirizzata proprio ai residenti nel quartiere Tamburi. Si parte da questo rione, ma l’informativa verrà poi estesa a tutte le zone cittadine.

Nella comunicazione si illustrano i dati fin qui raccolti e si avvisa che dal prossimo mese di febbraio partirà una massiccia serie di controlli sulla modalità di conferimento dei rifiuti delle utenze domestiche. Kyma Ambiente, in stretta sinergia con la Polizia Locale di Taranto, effettuerà sopralluoghi capillari per individuare e sanzionare chi non rispetta le regole. In occasione dei controlli verranno anche coinvolti gli amministratori di condominio.

La prima e fondamentale indicazione è rispettare il calendario di conferimento, che verrà ulteriormente allegato alla lettera, dove sono illustrati i giorni in cui conferire la frazione corrispondente. Altro passaggio fondamentale è conferire il rifiuto nel giusto contenitore, distinto per colore: giallo (multimateriale, cioè carta, cartone, plastica e metallo), grigio (indifferenziato), marrone (organico) e verde (vetro). Poi, tra le altre prescrizioni, la raccomandazione di posizionare correttamente i carrellati all’interno o nei pressi dei condomini. Inoltre il divieto di utilizzare bustoni neri o che non consentono l’individuazione del materiale conferito.

Kyma Ambiente sottolinea che non procederà al ritiro dei rifiuti lasciati in giorni non consentiti e applicherà sul carrellato un primo adesivo di avviso. Se il mancato rispetto del calendario verrà reiterato, esporrà un secondo adesivo con la conseguente multa. E le sanzioni possono arrivare anche a 500 euro. «Il nostro obiettivo è tornare alle ottime percentuali raggiunte proprio dai cittadini del quartiere Tamburi» commenta il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli «negli ultimi mesi, oltre al calo della performance in tema di differenziata, abbiamo notato molteplici episodi di mancato rispetto delle regole. E questo è un danno per tutti». Infatti troppo spesso si verifica la cosiddetta “contaminazione” del rifiuto, cioè diverse frazioni nello stesso sacchetto. Ad esempio, se nella stessa busta viene inserita una bottiglia di plastica, una di vetro e residui di cibo, quel rifiuto non può essere più differenziato e finirà in discarica. «In questo modo si vanifica lo sforzo di tutti. Stiamo fronteggiando una vera e proprio rivoluzione» continua Mancarelli «la raccolta differenziata è iniziata a Taranto con la passata amministrazione comunale, intervenendo in un settore lasciato vuoto per anni. Ora è il momento di dare un’accelerata a tutto il sistema, confidando nell’indubbia buona volontà e impegno della stragrande maggioranza dei cittadini».

Una corretta raccolta differenziata, oltre a rappresentare un obbligo di legge, crea benefici al nostro ambiente e influisce sulla riduzione delle tasse.

Squadre in azione dopo i “botti” di fine anno: cassonetti incendiati e rifiuti ovunque

 Circa 95 operatori impegnati su più turni dal primo pomeriggio del 31 dicembre fino alla mattina dell’1 gennaio. Inoltre automezzi, spazzatrici, i cosiddetti “ragni” e le “palette”: mezzi pesanti per la raccolta di rifiuti di grandi dimensioni. Kyma Ambiente si è mobilitata con un dispiegamento di risorse umane e tecniche per ripulire la città dopo la notte di Capodanno. Cumuli di spazzatura sono stati lasciati per strada, nei pressi dei cassonetti e anche sulle carreggiate di corsia delle auto, spesso impedendo il passaggio delle vetture in circolazione. Lo staff tecnico e la dirigenza dell’azienda partecipata del Comune di Taranto hanno predisposto un’implementazione del servizio, con squadre al lavoro già dal pomeriggio di San Silvestro. L’azione incisiva è ricominciata a breve distanza dalla mezzanotte nelle zone Cesare Battisti e le sue traverse, l’intero Borgo umbertino, via Salinella-Bestat. Al mattino poi i quartieri periferici, la borgata di Talsano-Lama-San Vito e la Città vecchia.

Gli operatori hanno dovuto rimuovere con un “ragno meccanico” molti cassonetti dati alle fiamme. In totale sono circa 20 i contenitori dell’indifferenziata bruciati, probabilmente a causa di petardi fatti esplodere al loro interno. Dal parcheggio Icco, passando per via Leonida, via Argentina, via Viola, via Aristosseno: queste alcune delle zone in cui sono stati appiccati gli incendi. È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e le aree interessate sono state bonificate. In periferia, dal quartiere Tamburi a Paolo VI, sono stati prima riempiti di rifiuti, poi accatastati e vandalizzati circa 50 carrellati per la raccolta differenziata.

Sono stati rimossi in altre zone rifiuti di grandi dimensioni: dai televisori ai materassi, dai divani agli involucri degli alberi di Natale, ai giochi per bambini come un calcio balilla. Passando poi per bottiglie di spumante, confezioni di panettoni e bicchieri di vetro. Inoltre una serie massiccia di resti di petardi, le cosiddette “batterie” di fuochi pirotecnici usati, che rappresentano anche un pericolo per gli operatori al lavoro. E poi cumuli di scatoloni e cartoni utilizzati per riparare le vetrine dei negozi dai “botti”, abbandonati sul ciglio della strada. Oltre ai servizi straordinari, il personale ha svolto regolarmente anche le attività previste quotidianamente di raccolta di rifiuti con svuotamento dei cassonetti e la pulizia stradale notturna.

«Ringrazio tutte le operatrici e gli operatori che hanno lavorato con grande impegno e dedizione» commenta il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli. «Rispetto agli anni precedenti abbiamo notato, in generale, una situazione in leggero miglioramento dopo la notte di Capodanno. Spiace molto però commentare l’incendio appiccato ad alcuni cassonetti e la distruzione di carrellati per la differenziata. Questi episodi, oltre ad essere un esempio di pura inciviltà, rappresentano un costo per la collettività perché i contenitori dovranno essere sostituiti. In queste ora stiamo quantificando il danno economico». Infine, da parte del presidente, un messaggio ai tarantini: «Nell’augurare a tutta la città un sereno 2022, il nostro auspicio è che scene come quelle a cui abbiamo assistito nella notte, che sono sì in diminuzione, possano non ripetersi in altre occasioni. Da parte nostra l’impegno a lavorare per rendere la città pulita non mancherà mai».

 

Ufficio stampa e comunicazione Kyma Ambiente

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